Erica Brausen

Francis Bacon diceva sempre che Erica Brausen aveva il miglior “occhio “del mondo dell’arte . Erica ,donna coraggiosa ed intraprendente non esitava a cogliere ogni nuova espressione artistica e gli artisti che scopriva e lanciava diventavano automaticamente suoi amici ..Henry Moore, Alberto Giacometti, Marini , Louise Nevelsen sono stati presentati al pubblico britannico nella sua galleria ..Non temeva di commettere errori nelle sue scelte artistiche e raramente ha sbagliato
Ma noi vogliamo raccontare un episodio particolare che nobilita ulteriormente la sua figura di donna e che è precedente alla sua vita di mercante d’arte a Londra.

Erica si trovava a Maiorca , amica di Joan Mirò , lo aveva raggiunto nell’isola e lì poi ,per un certo periodo ,aveva gestito il Mac’s Bar ,locale famoso e meta di scrittori, artisti ed intellettuali che amavano il buon vivere offerto dal luogo.Ma la incombente minaccia sulla Spagna del fascismo di Franco la convinse ad entrare in clandestinità col nome in codice di Beryl per offrire aiuto ad Ebrei e Socialisti che cercavano di lasciare l’isola per sfuggire al regime che aveva instaurato anche un blocco marittimo e navale.

Tra le numerose testimonianze c’è quella di Michel Leiris , grande letterato ed etnologo francese che ha raccontato di come Erica ha salvato lui e la moglie convincendo, grazie ai suoi buoni rapporti con le forse armate statunitensi, il comandante di un sottomarino dell’US Navy a prenderli a bordo ed a condurli fuori dall’isola mettendoli in salvo a Marsiglia.La stessa Erica dovette fuggire ,successivamente ,su una barca di pescatori e tra mille difficoltà riuscì ad arrivare in Inghilterra dove giunse senza un soldo quando scoppiò la guerra.

A Londra ritrovò alcuni dei suoi vecchi amici e cominciò ad organizzare piccole mostre negli studi degli artisti ma essendo una tedesca in esilio era per lei difficile lavorare legalmente .Fortunatamente però uno dei suoi amici artisti , “un simpaticissimo omosessuale” così lo descrisse , la sposò facendole ottenere la cittadinanza inglese e consentendole di poter iniziare a costruire un percorso lavorativo di grande importanza.

Erica Brausen ha scritto molta della storia del mondo dell’arte con la sua Hanover Gallery che ha ospitato e lanciato i più importanti nomi dell’epoca.

L’incontro di Eda ed Erica Brausen

Eda amava passeggiare lungo la costa, in molti la incontravano sul lungomare con la Rolleiflex a tracolla, i sandali di tela ed il cappello di paglia di foggia maschile e subito notavano il piglio deciso e disinvolto con cui scattava foto a bagnanti distesi sulla spiaggia , a tratti di paesaggio o semplicemente ritraeva i villeggianti rilassati all’ombra dei grandi pini piegati dai venti marini.

Un pomeriggio assolato del mese di settembre Eda si spinse sino al villaggio dei pescatori e ,attratta dal menù di cocktail affisso fuori del locale ,entrò al Mac’s Bar decisa a gustarsene uno.Il locale era pieno di giovani ragazzi e ragazze che ,chiacchierando, sorseggiavano drink, il loro abbigliamento era del tutto nuovo ed inusuale,le ragazze indossavano pantaloni e foulard colorati legati sul seno .Il loro look disinibito e con uno stile così particolare e nuovo per l’epoca la colpì al punto che iniziò subito a scattare foto in rapida sequenza pensando al servizio di moda che già aveva in mente di realizzare .
I lampi dei flash allora attirarono l’attenzione di Erica , la ragazza tedesca proprietaria del Bar , che capì subito che quella era la bella fotografa Italiana di cui si faceva un gran parlare a Palma e l’avvicinò per conoscerla.Tra Eda ed Erica fu subito amicizia, parlarono per ore di arte , di viaggi ,di progetti per il futuro ..mentre le due donne parlavano, legate da un feeling istintivo e potente ,il bar si andava lentamente svuotando e la magica luce del tramonto inondava il locale. Eda fermò la magia di quella luce e di quell’incontro nel ritratto che fece di Erica .

Erica Brausen , da sempre amica di artisti ed intellettuali tra cui Joan Mirò ed Alberto Giacometti , aprirà nel 1946 la Hanover Gallery a Londra e fu la prima mercante d’arte di Francis Bacon.

Brisas ed i primi servizi fotografici

I primi impegni lavorativi di Eda a Maiorca sono una serie di foto pubblicitarie commissionate dall’Hotel Formentor ma ben presto il Direttore di Brisas intuisce le sue capacità di fotografa e le affida alcuni servizi documentaristici sulla vita dell’isola. Nel numero 2 di Brisas nel maggio del 1934 la foto” Mercado” di Eda Urbani dà uno spaccato del festoso mercato maiorchino.Contemporaneamente ad Eda vengono affidati servizi fotografici promozionali per un nascente centro turistico dalla Società Alcudya e ancora foto pubblicitarie per l’Hotel Formentor. Ma improvvisamente nel mese di Giugno Eda Urbani parte per l’Italia con la motivazione di dover visitare il padre che richiede di vederla.

Il viaggio in Italia ha molti elementi misteriosi , un itinerario improbabile , varie tappe che non sono propriamente in linea con la destinazione di Livorno e viene comunque interrotto dal fermo della Polizia di Stato che ,mentre sarà poi a Genova per reimbarcarsi per le Baleari ,la ferma e la riconduce a Livorno dove per giorni sarà interrogata sulle sue presunte azioni di antifascismo e le viene ritirato il passaporto impedendole così di ripartire .Eda rimase a Livorno per circa due mesi nonostante le accorate richieste di Marcella che la implora in varie lettere di tornare per consegnare e riscuotere i lavori fotografici che ha lasciato a Maiorca in lavorazione.

Eda , o Edina come spesso la chiama Marcella, non rivela all’amica i suoi guai con il regime di Stato , le inventa un malessere ed una tosse insistente che la trattengono a Livorno. Marcella si fa allora sempre più pressante , le ricorda i favori, i soldi che le ha prestato, persino una cappa da sera ricamata in oro che le serve e che Eda ha portato in Italia. Ma Eda continua a rispondere in modo evasivo facendo sempre più infuriare Marcella.

In quel periodo oscuro Eda Urbani impiega due mesi per riavere il passaporto , si reca a Roma con raccomandazioni di amici al Ministero ma non viene ricevuta , deve subire numerose umiliazioni e asserire più volte di non essere contro al Regime ma infine riesce a riavere i suoi documenti ed il 27 Luglio 1934 parte da Genova per tornare a Maiorca .In borsa non ha più il rullino fotografico portato via da Parigi.

L’Hotel Formentor

Nel 1929 si inaugura a Maiorca l’Hotel Formentor. Situato nel nord della Isla de Oro , così la chiamano gli spagnoli, sul promontorio di Formentor , l’albergo è la realizzazione di un sogno, il sogno di un ricco argentino di origine tedesche , Adàn Diehl , un mecenate appassionato ed interessato alle arti del suo tempo.

Non è la prima volta che Maiorca seduce chi la scopre e Adàn Diehl ha in mente un progetto. Vorrebbe costruire un edificio che accolga in un ideale cenacolo poeti, pittori, scrittori, intellettuali di ogni nazionalità.Il progetto iniziale si trasforma presto in un’idea commerciale , la costruzione di un albergo. Diehl comprende da subito le potenzialità turistiche dell’isola che potrà accogliere un turismo colto ed elitario e subito trova l’adesione di Carlos Tornquist , un ricco banchiere argentino disposto a finanziare l’impresa.

Nel 1929 l’Hotel Formentor ,appena aperti i battenti , ha da subito una importante clientela internazionale e diventa non solo uno dei grandi motori dell’economia turistica maiorchina ma anche il luogo di connessione di intellettuali ,personaggi , situazioni che coinvolgeranno la storia, la cultura e la società di quegli anni.

Maiorca però si arricchirà anche di un’altra grande opportunità con l’idea di LLorenc Villalonga di creare una rivista letteraria e di costume che esca dalla stagnante cultura maiorchina , legata all’immobilismo della sua aristocrazia, e che attraverso l’uso delle immagini e la riduzione degli scritti metta in moto un cambiamento e un nuovo modo di comunicare . La chiama Brisas , brezze, e già dal titolo si intuisce il desiderio di Villalonga di smuovere con brezze vitali le acque stagnanti delle pubblicazioni dell’epoca. Villalonga infatti oltre ad essere uno dei grandi scrittori catalani del suo tempo aveva anche una solida preparazione scientifica dovuta agli studi in psichiatria effettuati in Francia.

Brisas ,accoglierà gli scritti di Federico Garcia Lorca e Ramon Gomez de la Serna ed altri importanti scrittori ma darà grande spazio alla fotografia , sarà una rivista moderna , cosmopolita e diventerà così motore politico e culturale di Maiorca dove viene pubblicata dal 1934 al 1936 .

Quindi un grande albergo ed una innovativa rivista . Tra questi due importanti fattori si inserisce la vicenda professionale di Eda Urbani.

L’arrivo a Maiorca

Appena scesa dalla nave Eda capì di amare quell’isola che pur ancora non conosceva, le soffici distese di sabbia , le acque turchesi e gli sfondi rocciosi punteggiati di verde , quella luce così particolare le entrarono nell’anima e calmarono la tempesta di pensieri che turbava il suo cuore ormai da troppi giorni.

Marcella le fece cenno di salire sull’auto che aveva chiamato ..ed Eda distolse a malincuore lo sguardo da quel paesaggio e trasalì appena quando l’autista le prese la borsa e la pose insieme agli altri bagagli nel portapacchi dell’auto.

Si diressero a Villa Paquita a Palma di Maiorca ,la casa di Marcella, ed Eda osservava rapita i locali , le Calle ridenti , le tante persone per strada che vedeva sfilare dai finestrini dell’auto.

Nei giorni successivi conobbe la vita mondana notturna che caratterizzava l’isola e cominciò a muoversi per proporre il suo lavoro di fotografa incontrando e stringendo relazioni con numerose persone grazie anche a Marcella che già da tempo aveva avuto rapporti con i più importanti frequentatori di quel mondo dorato.

Maiorca infatti, con le sue bellezze naturali, il clima mite , l’accoglienza festosa dei suoi abitanti ,era stata fin dall’ottocento eletta luogo di soggiorno e ” buen rétiro “da poeti ed artisti , è stata il palcoscenico dell’amore tra Chopin e George Sand ,celebrata da Lawrence, Borges , Agatha Christie e molti altri..ed adesso è anche il luogo più amato da aristocratici e miliardari in cerca di nuove ispirazioni , quindi luogo di intrecci politici, economici e culturali che trovano spazio nelle sale esclusive e raffinate dell’Hotel Formentor.

da Parigi verso Maiorca

Il grande orologio della torre della Gare de Lyon segnava le 18,18 quando ,il 24 Dicembre 1933 ,l’uomo in grigio entrò in stazione facendosi largo tra la folla ed i bagagli che impedivano il passaggio e si diresse quasi correndo al binario 7 dove era in partenza il treno diretto a Marsiglia.Raggiunse il binario in tempo soltanto per veder sfilare via lentamente i vagoni del treno che partiva. Si tolse il cappello , lo stropicciò stizzito tra le mani e vide poco dopo le due donne sedute nello scompartimento ben illuminato del vagone ristorante , il penultimo vagone ,che parlavano con un cameriere. Ancora una volta Eda lo aveva battuto , lui sapeva soltanto che quel treno portava a Marsiglia e non sapeva se i suoi colleghi la avrebbero poi riconosciuta e seguita all’arrivo in stazione.Sconfitto si diresse alla fermata del tram per tornare in albergo e scrivere il suo rapporto quotidiano , forse l’avrebbero richiamato in Italia , sicuramente avrebbe avuto una nota di demerito, comunque non avrebbe trascorso un Natale felice.

In treno Eda e Marcella ordinarono pollo freddo e champagne , si sentivano entrambe libere e felici , i loro motivi di fuga , diversi e non condivisi, affogarono quella notte nelle effimere bollicine di un raffinato champagne.Nella borsa di Eda ,la fedele Rolleiflex e un rullino da sviluppare nascosto con cura tra i suoi effetti personali. Più tardi, prima di cedere al sonno ,Eda guardò a lungo Marcella che dormiva, serenamente cullata dal traballante procedere del treno, e ricordò il giorno del loro incontro a Parigi …. era entrata al Caffè Dome e l’aveva vista ,era circondata da artisti e tra i fumi e le voci del Caffè i loro sguardi si erano incrociati…

Eda a Parigi

Eda lavora con passione, finalmente fotografa e talvolta fa anche la modella per il fotoromanzo a puntate ” Les Romans Modernes Illustrés.. Ha ormai un piccolo reddito a disposizione che si aggiunge al mensile che il padre le spedisce a Parigi , fa acquisti nelle boutique parigine e si veste in modo elegante , il suo stile deciso e personalissimo attira inevitabilmente gli sguardi e perciò molte donne la invidiano .

Nella casa editrice a cui consegna le foto conosce un giovane pubblicista , lo chiameremo Ennio , che disegna bozzetti per le pagine umoristiche dei giornali italiani . Lotario Vecchi , il proprietario della Libreria Moderna è stato infatti uno dei primi editori Italiani a valorizzare i fumetti e Ennio, che disegna veramente bene , fa spesso viaggi in Italia per proporre i suoi lavori . Si muove senza destare troppi sospetti mentre invece Eda si è accorta di essere seguita , all’inizio ha pensato a un corteggiatore ma adesso ha capito di essere pedinata e si diverte a girare tra le strade di notte fino a sparire in un portone e far perdere così le sue tracce. Ennio ed Eda diventano dapprima amici e poi anche amanti ed Eda fotografa alcuni disegni che Ennio conserva nel suo archivio..ma insieme ai disegni cosa fotografa Eda ? Non è dato saperlo ma potrebbe essere il motivo di un suo viaggio in Italia ufficialmente motivato da una visita al padre.E l’uomo che la segue a chi invia i rapporti ? Cominciano così a circolare domande e sospetti sulla bella Italiana che fa vita assai libera e disinibita.

A causa delle voci delle sue ambigue avventure amorose e dei misteri che la avvolgono ,delle sue strane assenze che non sa mai spiegare Eda perde il lavoro a La Libreria Moderna , viene ufficialmente licenziata ..o almeno così viene detto….

Livorno ,le prime fotografie.

Livorno 1925

Eda , ragazza eclettica e curiosa , a Livorno si annoia ; ottiene dal padre l’acquisto di una macchina fotografica e comincia a scattare..Foto di interni , scorci livornesi, l’Hotel Palazzo, la Terrazza Mascagni ….Si dedica però principalmente ad una serie di autoscatti che realizza in casa vestendosi spesso con abiti orientaleggianti ..travestendosi ed interpretando così un film fotografico che sarà poi in effetti il filo conduttore della sua vita fatta di cambiamenti repentini di immagine e di metamorfosi fisiche. Premonizione o ferma determinazione ad uscire da una città che le ” andava stretta ” ?

In quell’anno a Livorno si girano alcune scene della seconda edizione del colossal Ben- Hur con la regia di Fred Niblo e Ramòn Navarro come attore principale . Le galee utilizzate nel film per la famosa battaglia navale furono realizzate nel Porto di Livorno , supportate nei movimenti dai rimorchiatori degli armatori Neri e le comparse livornesi usate per le scene della battaglia si divisero ,automaticamente nelle due navi, tra fascisti e antifascisti ,cosa che rese le scene di lotta così veritiere da passare alla storia come ripresa cinematografica di veridicità sorprendente e che culminò poi , a riprese concluse, in una zuffa tra le parti che rimane nella storia di Livorno.

Eda rimase affascinata dall’ incontro con il mondo effimero del Cinema e ogni giorno si recava a vedere le riprese del film che aveva ,incredibilmente nel ruolo allora di comparse , nomi come Gary Cooper , John Barrymore, Joan Crawford , Harold Lloyd ed altri grandi attori . Scattò numerose foto che sono andate perdute ma che lei aveva proposto alla rivista americana Motion Pictures 75 a cui si era anche abbonata sperando di vedere pubblicato uno dei suoi scatti.

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