Il grande orologio della torre della Gare de Lyon segnava le 18,18 quando ,il 24 Dicembre 1933 ,l’uomo in grigio entrò in stazione facendosi largo tra la folla ed i bagagli che impedivano il passaggio e si diresse quasi correndo al binario 7 dove era in partenza il treno diretto a Marsiglia.Raggiunse il binario in tempo soltanto per veder sfilare via lentamente i vagoni del treno che partiva. Si tolse il cappello , lo stropicciò stizzito tra le mani e vide poco dopo le due donne sedute nello scompartimento ben illuminato del vagone ristorante , il penultimo vagone ,che parlavano con un cameriere. Ancora una volta Eda lo aveva battuto , lui sapeva soltanto che quel treno portava a Marsiglia e non sapeva se i suoi colleghi la avrebbero poi riconosciuta e seguita all’arrivo in stazione.Sconfitto si diresse alla fermata del tram per tornare in albergo e scrivere il suo rapporto quotidiano , forse l’avrebbero richiamato in Italia , sicuramente avrebbe avuto una nota di demerito, comunque non avrebbe trascorso un Natale felice.

In treno Eda e Marcella ordinarono pollo freddo e champagne , si sentivano entrambe libere e felici , i loro motivi di fuga , diversi e non condivisi, affogarono quella notte nelle effimere bollicine di un raffinato champagne.Nella borsa di Eda ,la fedele Rolleiflex e un rullino da sviluppare nascosto con cura tra i suoi effetti personali. Più tardi, prima di cedere al sonno ,Eda guardò a lungo Marcella che dormiva, serenamente cullata dal traballante procedere del treno, e ricordò il giorno del loro incontro a Parigi …. era entrata al Caffè Dome e l’aveva vista ,era circondata da artisti e tra i fumi e le voci del Caffè i loro sguardi si erano incrociati…

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