Ottobre 1932

Alla stazione di Livorno sale sul treno una giovane donna con una piccola valigia. Non parla, non sorride, tiene stretta sotto la giacca una Rolleiflex di cui si intravede la sagoma che ne svela la presenza.

Eda ha deciso di lasciare Livorno, il Regime la soffoca, le manca l’aria, ha chiesto ospitalità a Parigi a Giuseppe Emanuele Modigliani, fratello di Amedeo, ed amico di suo padre che ha scelto l’esilio per continuare l’attività di propaganda antifascista diventando poi il rappresentante italiano dell’Internazionale Socialista.

La moglie di Modigliani, Vera Funaro , aveva uno stretto rapporto di amicizia con la famiglia Urbani a Livorno e Eda la considera perciò una persona di famiglia..un rifugio sicuro ed una confidente per i tanti dubbi che le frequentazioni politiche ed artistiche che farà a Parigi le suggeriranno e le sue confidenze faranno forse dubitare, in seguito, la stessa Vera dell’autenticità del sentire politico della sua giovane ospite.

A Parigi Eda comincia a lavorare presso la Libreria Moderna diretta da Ettore Carozzo, casa editrice e luogo di incontro degli esuli italiani, la casa editrice pubblica fotoromanzi a cui Eda partecipa sia come fotografa che spesso come modella. Questo periodo trascorso alla Libreria Moderna influenzò la vita di Eda che lì conobbe molti dei personaggi in esilio per antifascismo, si parla anche di Carlo e Nello Rosselli , e sarà poi al centro dei pressanti interrogatori a cui sarà sottoposta in seguito quando, durante un suo misterioso viaggio in Italia, viene accompagnata a Livorno dalla polizia politica e interrogata dalla Questura.

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